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“Absolutely breathtaking!” – Chiesa dell’Immacolata Concenzione – Palermo

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“Absolutely breathtaking!”

(letteralmente: “Assolutamente mozzafiato!”)

Questa fu l’esclamazione di una turista inglese una volta oltrepassato l’ingresso della chiesetta conservata all’interno dell’antichissimo mercato palermitano del Capo (o di Porta Carini, visto che si sviluppa proprio a partire da uno degli antichi ingressi della città).

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Come darle torto? Una volta superato l’ingresso tipicamente cinquecentesco…

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…il suo interno è completamente ricoperto di marmi colorati e iridescenti!

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Presenta la pianta tipica delle chiese monastiche femminili, come quella di Santa Caterina d’Alessandria in Piazza Bellini.

Questa decorazione è unica in Europa! Possiamo trovare delle assonanze ma non troveremo mai il repertorio stilistico e figurativo conservato fra queste mura. Questo perché i palermitani utilizzano uno stile che si rifà ai tempi del Manierismo (quindi 1500, mentre siamo nel 1600) con i motivi a grottesque ( soggetto pittorico che affonda le sue radici nella pittura romana dell’epoca di Augusto e che fu riscoperto e reso popolare a partire dalla fine del Quattrocento).

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Splendide figure metà umane e metà animali non presenti in nessun’altra decorazione tipica del Barocco.

Ma perché tutta questa magnificenza? Tutto ciò aveva costi enormi!

Ebbene, siamo nel periodo della Controriforma. Lutero si lamentava dello spreco della Chiesa Cattolica alla faccia della povertà…e la Chiesa come risponde? Con ancora molto più spreco!

“Più siamo belli e ricchi, più il fedele verrà attratto da noi!” – per dirla semplice! 🙂

Oggi per noi storici dell’Arte, tutto ciò è una fortuna, e per la nostra città è un’estrema ricchezza, ma sicuramente non era la strada giusta da intraprendere se si voleva rivendicare la propria forza spirituale.

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Goethe reputava tutto ciò “ORRENDO”. Il Neoclassicismo (siamo nel 1700) condannava tutta questa maestosità ed esagerazione.

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Al’interno della chiesa collaborano grandi artisti e architetti del panorama palermitano. Ma la maggior parte di loro apparteneva all’ordine gesuitico e restarono anonimi. La Vanità era un peccato e non potevano vantarsi di aver realizzato una scultura o delle specifiche decorazioni. Non si aveva individualità all’interno dell’ordine religioso, si era tutti uguali.

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Guardando la Pala d’altare…non si può non riconoscere la mano del pittore monrealese Pietro Novelli! Decisamente no. 😉

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La Chiesa conserva uno splendido Paliotto (decorazione che stava alla base degli altari, poteva essere in marmo intarsiato, come in questo caso, oppure in argento, oro, corallo, seta…).

L’altro, che stava a decorare l’altare maggiore, oggi si trova conservato nella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Palermo.

Splendidi colori del marmo e della pasta vitrea. Ricco di scene in vetro. Le scene non sono protagoniste ma sono quasi un pretesto per lasciar sbizzarrire l’architetto che collaborava a stretto contatto con i marmorai del cantiere!

Spesso si realizzava la città ideale!

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Amo i crocifissi reliquiari ! Sono ricchi di forza! Nelle teche in vetro dietro Cristo vi sono ossa, capelli, pelle…Si tratta sempre di un retaggio della lotta contro i protestanti! La Chiesa in quel periodo, siamo sempre nel 1600,  si riempì di reliquie di Santi e giovani martiri…come per dire

” La Chiesa Cattolica è forte e vincerà! Come dimostrarlo? Ecco! Le spoglie di tutti coloro che credevano in noi e che sono morti nel nome di Cristo e della Vergine Maria!”

(ricordiamo che la verginità di Maria e l’idea cattolica del suo concepimento senza peccato verrà riconosciuto dalla Chiesa e reso dogma, solo nel 1800, non prima!)

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E’ tutto gente, anche per stavolta!

Spero che le nozioni di storia sparse qua e là non abbiano annoiato. Purtroppo non si può mostrare l’Arte senza la Storia! Questo spesso non si fa comprendere nei licei ai ragazzi! L’Arte non è mai una cosa distaccata dalla realtà quotidiana, ma una conseguenza del nostro vivere!

L’Arte è figlia del suo tempo e ci svela e racconta un mondo che non tornerà più.

Bye! 🙂

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