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SANGUE, CONTROVERSIE E VERITA’ – Mostra di Hermann Nitsch

ATTENZIONE !!!

IN QUESTO ARTICOLO SONO PRESENTI IMMAGINI FORTI !!!

Qualche giorno fa ho visitato la tanto criticata mostra Das Orgien Mysterien Theater di Hermann Nitsch che dal 10 Luglio al 20 Settembre verrà ospitata presso i Cantieri Culturali alla Zisa.

L’ingresso è gratuito, regalano un poster della mostra e vieni guidato, a tua scelta, da giovani ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti, preparatissimi e molto simpatici…che però mi hanno pregata di non fotografarli ! 🙂

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La mostra, molto prima che venisse effettivamente realizzata, era stata al centro di non poche polemiche!

Ben 70.000 firme on-line erano state raccolte contro la mostra e presentate al Sindaco Orlando!!

Ma perché? Cos’ha di così controverso l’arte di Nitsch?

E’ un artista austriaco esponente dell’Azionismo viennese e secondo molti oppositori, tra cui anche Vittorio Sgarbi, lo scopo della sua arte è quella di colpire il subconscio con immagini di efferata violenza in cui si incitano le persone a mutilare carcasse di animali morti, imbrattando con il loro sangue persone nude crocifisse.

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Tutto molto inquietante, non sono una grande fan di questi artisti contemporanei, ho dovuto studiarli per prendermi il mio bel 30 e lode all’Università ma non impazzisco per rappresentazioni del genere.

Tuttavia volevo capirne di più.

Orgien Mysterien Theater…è il nome della mostra e…tre sono le parole cruciali.

Ma cosa c’è dietro?

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Molti studiosi vedono nelle sue performances un insieme di antiche pratiche pagane e religiose…come i sacrifici agli Dei o le esecuzioni pubbliche che dal Medioevo e fino al 1700 erano molto diffuse in occidente e continuano ad esserlo in moltissime parti del mondo ancora oggi.

Si parla pure di erotismo e sadomasochismo che comprendono la purificazione e la consapevolezza della morte attraverso la catarsi e la partecipazione.

Ma alla fine, dietro tutte queste simulazioni accuratamente artificiose, si mangia e si beve in comunità, sublimando completamente la componente aggressiva del sacrificio.

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Andiamo per ordine…

Inizialmente entri nel padiglione e pensi…”Embè? Dov’è il sangue? Tanta agitazione per nulla!”

Ti ritrovi in questo ampio spazio, dove un tempo venivano realizzati mobili e aerei, circondato da una quarantina di tele nere…l’unico rumore che percepisci è quello dei tuoi passi e ti senti quasi di troppo…

Una ragazza mi si avvicina e mi chiede se sono interessata ad avere qualche informazione sulla mostra, io la ringrazio ma vorrei prima farmi un giro da sola, lei mi sorride e mi risponde che posso chiederle qualsiasi cosa in qualsiasi momento.

Iniziamo a girare…strani strumenti e provette sporche di sangue…bene…nulla di che in fondo…

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Grandi tele nere, pastose…

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Nitsch in origine fu influenzato dal concetto di “Action Painting” di Pollock ma gli elementi utilizzati da Nitsch sono molto diversi.

Dipinge su corpi, tele e indumenti religiosi… utilizzando come pigmenti anche escrementi e altri liquidi corporei, anche di animali.

Prendendo consapevolezza di tutto questo, ci si rende conto, che ciò che si sta osservando non è una semplice tela…

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Con l’orecchio vengo catturata dalla voce concitata di un ragazzo che sta esprimendo la sua ingenua incredulità alla guida:

“Ma…è sangue? Com’è possibile? Il sangue è rosso!”

La guida gli risponde che sono tele vecchie di almeno trent’anni e che il sangue è asciutto da un pezzo…

“Ma…sangue vero?”

Non si capacita…poverino… 😉

Effettivamente riesce difficile immaginare una cosa del genere… 😉

Tutto iniziò nel 1962 con l’azione chiamata “Smembramento di un agnello”, una performance privata che prevedeva la crocifissione di un agnello. La tela imbrattata di sangue sarebbe diventata un’opera e anche una “reliquia” dell’evento.

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<< in realtà è tutto Nesquik, sono gli scarti della ditta immischiati con del latte scaduto e lanciati nella tela.

don’t try this at home :).>>

Scusate la frase di prima. Mi sono allontanata un attimo dal computer e al mio ritorno ho trovato questa frase scritta da mio fratello…ho riso troppo! Così, un po’ alla Duchamp…ho deciso di lasciarla, ormai era parte dell’articolo! 🙂

Torniamo a Nitsch.

Continuo a camminare e ad osservare le tele appese alle pareti…come un mausoleo, quelle 40 tele sono dedicate alla madre morta…

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Oltrepassando una grande installazione che mostra tutti gli oggetti-feticcio dei suoi “rituali”, si entra in una zona pericolosa per i deboli di cuore e gli impressionabili… 😉

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Questo spazio della mostra è distaccato dal precedente ed è segnalato da un minuscolo foglietto con un avvertimento, che io ho letto solo una volta fuori…

Forse il sangue non era materialmente presente alla mostra, come la dissezione di cadaveri di animali, ma le immagini che mostravano tutto ciò erano abbastanza da far girare la testa e non in senso positivo!

Non sono un tipo impressionabile da questo punto di vista ma non è piacevole stare ad osservare gente che simula sventramenti e beve sangue…

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Tutti i sostenitori sono pronti a puntualizzare che lui utilizzi solo animali da macello che sarebbero comunque morti…e che lo scopo del suo sperimentalismo artistico non fa altro che rivisitare le radici delle religioni che si basano sul sacrificio rituale di uomini e animali.

Io resto comunque senza parole…

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Sono circondata da miriadi di foto e mi viene in mente un articolo letto qualche anno fa all’università riguardo l’ Azionismo, che come ho già detto, è il movimento artistico di cui Nitsch fa parte.

Si parlava di fotografia e performance artistiche…Può la fotografia catturare l’estetica del dinamismo?

Nitsch rivendica la fotografia come pura documentazione, fredda e insensata, semplicemente una copia fissata su carta…specialmente adesso con lo zoom e i colori, la fotografia è considerata pericolosa per l’Azionismo.

Berthold Brecht  dichiara:

“The situation is made so difficult that, now less than ever, a simple ‘reproduction [Wiedergabe] of reality’ has anything to say about reality.”

[la situazione è così complessa che, adesso più che mai, una semplice riproduzione della realtà non ha niente da dire riguardo alla realtà.]

Allora perché farne uso?

Perché Nitsch vuole “esplorare e integrare nell’arte, quelle zone tabù, rimosse dalla visione di tutti i giorni che sono necessarie, come il massacro che sta dietro la carne che a tutti piace mangiare ma che puntualmente nascondiamo e reprimiamo.”

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All’uscita mi viene chiesto di lasciare un commento…rispondo che sono confusa, era vero.

Nonostante mi sia data quella risposta, veicolata dai libri che ho letto, molte cose a me restano incomprensibili…

Ho tanti interrogativi, di cui però non sento l’esigenza di una risposta…

Vado via sotto il caldo sole estivo…

Per chi fosse interessato, ho trovato un’analisi interessante delle opere di Nitsch in questo catalogo scritto in inglese “Blood Orgies. Hermann Nitsch in America”.

🙂

Bye bye!

2 Comments »

  1. Nitsch fa schifo e non è vero che piace a tutti mangiare la carne. Gli animali vengono uccisi anche dal vivo durante le performance nel suo ‘castello degli orrori’ a Vienna e in alcune location museali che glielo hanno permesso. Girano video inguardabili su YouTube, di una violenza e crudeltà senza eguali. Nel corso delle crocifissioni, il suo seguito sembra in trance o drogato, bevono e si cospargono del sangue ancora caldo degli animali uccisi, utilizzando le loro viscere sui corpi nudi. Nitsch chiaramente non è una persona ‘normale’ e l’aria di un innocuo vecchietto non deve trarre in inganno.
    Provo ancora molto orrore nei suoi confronti e non appena possibile mi farò violenza e andrò a visitare la mostra-mostruosa. Ho scritto molto su questo triste evento: http://bit.ly/1eBzqbB
    Vorrei che mostre simili fossero vietate in tutto il mondo. Non per censura, ma solo per rispetto della vita e della dignità animale, oltre che per il significato stesso di arte.

    Piace a 1 persona

    • “Non spacciamo ogni porcata per arte contemporanea!”
      Io sono assolutamente d’accordo con tutto quello che hai scritto, sia qui che sul tuo articolo! Io dico sempre che l’arte contemporanea, a mio parere modestissimo, è morta dopo la Prima Guerra Mondiale…purtroppo ho dovuto studiare anche autori del genere… mi viene in mente questa scena de “La Grande Bellezza” https://www.youtube.com/watch?v=qSJJl_UDx0A… Molti di questi “artisti” hanno subito violenza e cercano di esorcizzare quel male attraverso ciò che loro chiamano “Arte”…Ma l’arte…non è violenza gratuita o egocentrismo… l’arte dovrebbe salvarci dal male e darci bellezza e verità…

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