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La Basilica di San Zeno a Verona – incanto inaspettato!

Questa basilica è la prima che abbiamo notato al di là del Ponte di Castelvecchio…un po’ fuori dal centro, si presenta alta e slanciata e il suo campanile affusolato…

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Incuriositi giungiamo alla piazza che ospita questo inaspettato gioiello di arte, architettura e devozione.

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La Basilica è dedicata a San Zeno, morto nel 380. Fu Teodorico il Grande a volere che sopra la sua tomba venisse eretta una piccola chiesa che fu poi ampliata nell’805 per ospitare tutti i devoti che ogni giorno andavano a trovare le spoglie del santo e che affollavano il piccolo edificio sacro. Venne così costruito un imponente monastero!

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Il monastero, visse numerose vicende; venne distrutto nel X secolo dagli Ungari, poi ricostruito a navate un po’ più corte e successivamente ancora danneggiato nel 1117 da un terremoto.

L’attuale costruzione fu terminata nel 1398.

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La facciata è in tufo e decorata con bifore in marmo rosso. Attira l’attenzione il maestoso rosone realizzato nel 1200, denominato da molti come “la ruota della fortuna” 😀

 

Bellissimo è il portale romanico sorretto da due leoni.

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L’immagine di San Zeno nella lunetta!

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Bene, siamo pronti per entrare ma era appena iniziata la messa e non avremmo potuto visitarla se non come come fedeli… Non potendo scattare foto al suo interno ci siamo momentaneamente spostati verso il chiostro del monastero alle sue spalle.

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Il chiostro è quanto rimane dell’abazia benedettina, nonostante le varie ricostruzioni è chiaro agli studiosi che il monastero ha continuato a “poggiarsi” e svilupparsi sul primitivo impianto.

Era il cuore dell’antico edificio ed era celebre per l’ospitalità offerta agli imperatori con il loro seguito. Da qui si raggiungevano i locali di servizio quali la cucina, il dormitorio, le sale studio, la biblioteca e l’archivio.

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Decidiamo di seguire almeno la fine della messa e… possiamo visitare l’interno della basilica! 😀

Sfodero di nuovo la mia preziosa amica di avventure, conservata in borsa per non destare il sospetto che potessi, da un momento all’altro, scattare qualche foto, quando me lo avevano espressamente vietato più volte 😛

L’interno è assolutamente mozzafiato!!

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La struttura della basilica è a tre livelli: la cripta, la chiesa plebana (dove mi trovavo io al momento dello scatto) e il presbiterio.

La chiesa plebana costituisce la parte centrale dell’edificio a croce latina a tre navate.

Stupisce il maestoso portone bronzeo costituito da formelle in lamine inchiodate al legno, secondo tradizione bizantina, che danno l’illusione di trovarci davanti ad una massiccia porta in metallo.

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Vi sono raffigurati episodi della vita di Gesù, tre episodi della Genesi (Cacciata, Lavoro dei progenitori, Morte di Abele), scene dall’Antico Testamento come la creazione di Eva e vari miracoli della vita di San Zeno.

Molti studiosi storici hanno nel tempo criticato la composizione disarmonica e “impasticciata” dei pezzi, come Scipione Maffei che nel 1700 definì le figure rappresentate come fantocci strani e Adolfo Venturi che nel 1900 riunì tutta la sua iconografia definendolo il regno delle scimmie.
Evidentemente le mani che ci hanno lavorato sono molteplici e questo ha creato una differenziazione di stili e resa.

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Dirigendoci verso il presbiterio ci rendiamo sempre più conto di quanto sia preziosa la finitura di ogni colonna, dei capitelli…tutto è armonico, limpido e ci guida…

Saliamo le scale e iniziamo a girare facendo volare lo sguardo fra le statue di santi poste sulla balconata in marmo e le pareti votive finemente affrescate.

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Come abbiamo già osservato nella chiesetta di San Pietro Martire posta accanto alla Chiesa di Santa Anastasia (CLICCA QUI per rivederlo), le pareti sono ricchissime di pitture votive dedicate alla Madonna che aveva, evidentemente, accolto l’appello di un fedele devoto.

Raggiungiamo l’abside…un brillante cielo stellato ci sovrasta… ❤ espediente tipico della pittura del 1300.

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Poi, come fossimo stati ributtati sulla terra dal immenso cosmo, ci accorgiamo delle splendide opere d’arte che ci osservano…

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Sull’altare maggiore si trova la pala di Andrea Mantegna, artista rinascimentale che amo ! ❤

Realizzata tra 1457-59, a guardala così sembra in realtà un classico trittico, ma la prospettiva è data dalle architetture dipinte al suo interno, che inspessiscono la scena delimitandone i luoghi. Al centro vi sono la Madonna con Bambino e nei pannelli laterali i Santi.

Al di sopra della pala, invece, la crocifissione affrescata è stata attribuita a Altichiero e risale al 1300.

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Dal qui la prospettiva sulla navata centrale del complesso di San Zeno è unico! Possiamo notare il soffitto ligneo carenato, databile intorno alla fine del XIV secolo e la bicromia delle pareti, il rosone e soprattutto…il calore dell’ambiente.

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Torniamo giù verso l’ultima parte, forse la più importante…il fulcro di tutto l’edificio sacro…la cripta !

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La cripta, come tutti i luoghi a “ipogeo” risulta decisamente più umida, con il suo inconfondibile odore di bagnato e incenso. Dal 921 qui sono custodite le spoglie di San Zeno.

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Il sarcofago non è avvicinabile da tutti, una grossa rete metallica ne impedisce la visione (non sono riuscita nemmeno a fotografarlo), solo alcuni posso accedere e certamente non i turisti come noi ma i devoti veri, quelli che hanno bisogno di lui, di pregare, di ricevere una luce che indichi speranza…come Luigino

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Lui, affetto dalla sindrome di Down, e la sua mamma vanno ogni giorno, mano nella mano, a pregare il Santo affinché dia loro la salute necessaria per fronteggiare la vita di ogni giorno.

Chiedono solo di stare e bene ed essere felici nonostante tutto… ❤


Proseguiamo per la nostra ultima tappa —> QUI! 

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